Cosa "non" succede in città

Aspettando “Tutti Matti per Colorno”!

02/09/2015
Matteo Galbusera

Come ogni anno le mie vacanze sono giunte al termine. Mi piacerebbe scrivere che sono tornata carica di energia, e che ho tanta voglia di affrontare tutte le piacevoli sfide quotidiane della vita, e che al mattino salto in piedi come una molla, e che assolutamente non mi pesa metterci 15 minuti per svegliare la mia bestiola, poi preparare la colazione e guardare la mia bestiola che mangia 4 biscotti in 45 minuti – senza perdere la pazienza – vestirlo, cercando un giorno sì uno no di convincerlo a vestirsi da solo –  sempre senza perdere la pazienza – etc. Mi piacerebbe anche scrivere che non ho più voglia di fumare.

In realtà a meno di una settimana dal rientro sono già rassegnata all’evidenza. Tutte le mattine penso “domani andrà meglio” ma so con certezza che domani il caos mattutino regnerà sovrano come oggi, come ieri e l’altro ieri… più o meno come da quando sono nata (nessuno in famiglia è mai stato un genio della routine).

Ma in quei 45 minuti in cui il mio quattrenne osserva attentamente i suoi quattro tarallucci, esaminando ogni piccola imperfezione, scartando quelli rotti e mangiando solo quelli in cui il mulino è impresso perfettamente come fosse un bassorilievo assiro (problema che ho provato a risolvere con il riso soffiato, ma conta i chicchi di riso), posso dedicarmi a fare programmi per il weekend.

Ieri, per alleviare il trauma da rientro shock, ho deciso che domenica andremo a  TUTTI MATTI PER COLORNO,  uno dei festival di Teatro di strada che preferisco.

Quindi in queste mattine mentre lui analizza mulini e conta chicchi io studio attentamente il programma, per capire cosa è “da non perdere”, cosa è “vedo se ce la faccio”, cosa ho già visto ma voglio rivedere, cosa invece proprio non fa per me.

Per chi non lo conoscesse descrivo brevemente i miei top 5 per cui vale la pena andare a Tutti Matti per Colorno:

1 . Location. Colorno è una “piccola Versailles”. Non fraintendetemi, molto piccola rispetto all’originale, ma è decisamente suggestivo vedere clown e acrobati esibirsi nei cortili e nei giardini della Reggia.

2. Vicinanza. Per me, pigra e disorganizzata cronica, questo aspetto è fondamentale. Colorno dista soli 22 minuti da Parma, 44 minuti da Cremona, 45 minuti da Mantova, 56 minuti da Piacenza, 1 ora e 15 minuti da Parma, 1 ora e 22 minuti da Verona e 1 ora e 40 minuti da Milano, tanto per darvi un’idea.

3. Spettacoli. La direzione artistica, a cura del Teatro Necessario, è di altissimo livello. Se quello a cui pensate è il solito clown minchia che fa i palloncini (senza offesa ai palloncini) o i soliti giocolieri che fanno girare le palline (senza offesa alle palline) avete sbagliato film. Ci sono sì i clown, i giocolieri, i mimi, gli acrobati, ma insieme a loro c’è tanta follia, ironia, ricerca, originalità, irriverenza, intelligenza, magia e stupidità – quella sana che ti fa ridere fino a star male.

4. Cibo. Dai pentoloni di gnocco fritto alla battuta di manzo. Ci sono cose buone per tutti tranne che per me – di solito non mangio per paura di perdermi l’artista del secolo!

5. Organizzazione. Sembra un miracolo, ma questo è uno dei pochi festival di teatro di strada a cui sono stata in cui gli spettacoli iniziano puntuali. Il pubblico abituale lo sa e arriva prima in modo prendere posto per tempo. Quindi ti puoi organizzare, leggendo il programma mentre fai colazione, e una volta arrivata riesci a rispettare il tuo programma (quasi sempre, diciamo!). Da non credere, una piccola Versailles svizzera.

Ciò detto,  il 4, il  5 o il 6 settembre, per chi non ha programmi migliori – tipo andare alle Maldive per rinforzare un po’ l’abbronzatura – raccomando:

  • Abiti comodi, no gonne – io vado ovunque con la gonna, ma poi mi ritrovo ad avere la bestiola sempre in braccio altrimenti non posso sedermi a gambe incrociate, con lo spiacevole effetto collaterale che finito lo spettacolo è finito anche il sangue che mi circola nella gambe.
  • Macchina fotografica o cellulare carico, perché potrebbe essere il vostro amico – quello che vi ha accompagnato controvoglia, che odia gli artisti di strada e che ha paura dei clown – ad essere scelto come volontario, e questo andrebbe per forza immortalato.
  • Soldi per gli spettacoli “gratuiti”. Per me è come un rituale, lo spettacolo non è finito finché non sono stati messi i soldi nel cappello. Come quando vai al cinema, la prima cosa che fai è comprare il biglietto. Qui è uguale, solo che il biglietto lo compri alla fine, e, cosa super democratica, decidi tu quanto vale!

That’s all Folk(o)! Ci vediamo a Colorno!

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